Fiere B2B: la guida completa al Marketing Fieristico
Strategie di Marketing concrete e subito applicabili per la tua prossima fiera B2B.
Strategie di Marketing concrete e subito applicabili per la tua prossima fiera B2B.
Partecipare a una fiera B2B richiede mesi di pianificazione, un investimento significativo e, spesso, il coinvolgimento di quasi tutta la prima linea aziendale. Eppure, la maggior parte delle aziende arriva in fiera senza una strategia di marketing strutturata: si allestisce lo stand, si caricano i cataloghi, si spera che i clienti passino. E quando la fiera finisce, ci si trova a rispondere alla solita domanda, senza avere dati su cui ragionare: “è valsa la pena?“.
Questa guida nasce per rispondere a quella domanda in modo concreto. Copre tutto il ciclo del marketing fieristico: le attività pre-fiera che portano traffico qualificato allo stand, le strategie da adottare durante i giorni di esposizione per massimizzare visibilità e acquisizione di contatti, e i processi post-fiera che trasformano i biglietti da visita raccolti in opportunità di business reali.
Non si tratta di teoria: ogni sezione affronta le situazioni tipiche delle aziende B2B italiane. L’obiettivo è aiutarti a fare della fiera non un appuntamento fisso nel calendario (da confermare ogni anno per abitudine o per paura di non esserci) ma una leva di business misurabile, ripetibile e migliorabile nel tempo. In fondo trovi un “Riassunto Operativo” di tutti i concetti strategici e pratici trattati nella Guida.
Hai una fiera in programma? Possiamo darti una mano a renderla più efficace.
Pochi fanno attività strutturate pre-fiera:
Partiamo dal principio: dobbiamo dare un motivo alle persone di fermarsi al nostro stand. E se è vero che il primo motivo è creare prodotti o servizi che servono per target specifici, non sempre il mercato riconosce democraticamente questo principio.
Le attività di promozione pre-fiera che fanno la differenza:
Sicuramente tutte le attività di Marketing che prevedono che un utente venga in stand in un giorno ed orario stabilito sono rischiose: i tempi e gli spazi della fiera non sempre permettono questi impegni schedulati, soprattutto quando hai diversi fornitori in fiera che chiedono di vederti. E’ quindi necessario un buon lavoro di qualificazione, di conferma dell’appuntamento, di reminder (a 1h dall’appuntamento) e, in caso di no-show, re-schedule. Non sempre è una macchina che va da sola, ma dietro l’angolo potrebbe esserci un’opportunità di business importante.
Le fiere B2B sono, per la maggior parte delle aziende, fiere di consolidamento, non di acquisizione. La maggior parte degli stand non è pensata per attrarre nuovi clienti, ma per accogliere quelli che già hai, quindi questo è già un primo punto d’attenzione per valutare l’efficienza dell’investimento.
I commerciali usano fiere come questa per vedere i propri clienti, offrirgli un pranzo, presentargli il proprio amministratore delegato, presentare (fieramente) lo stand della propria azienda.
Il paragone tra le aziende che espongono le proprie macchine/sistemi, macchine che funzionano con i propri software, applicazioni reali o demo live e quelle che non lo fanno è impietoso. E’ una questione sicuramente di attenzione, ma anche di efficienza. In un mondo in cui è molto difficile trovare posto nelle agende dei decision-maker, usare come canale le fiere importanti (a cui i decision-maker partecipano) può essere interessante.
Una delle domande più gettonate nelle riunioni pre-fiera con Marketing, Sales e Direzione è: “Che gadget facciamo per la fiera?” Si parla molto più dei gadget che dei processi di acquisizione lead e opportunità. Chi si avvicina per il gadget non è interessante per il business, anzi è deleterio (perchè fa perdere tempo). Pensare al gadget come ad un piccolo omaggio da dare, a clienti o lead, dopo una conversazione commerciale non è per nulla sbagliato; pensarlo, invece, come uno strumento di attenzione, lo è, nella maggior parte dei casi.
La cosa più importante che potete fare in fiera è:
Se sul punto 1 si gioca il vostro posizionamento sul mercato e la qualità delle vostre persone, il punto 2 è spesso sottovalutato. Come far sentire chi non c’è in fiera? Con la strategia di contenuto e comunicazione.
Spesso la fiera è il punto d’arrivo principale per le più grosse comunicazioni di nuovi prodotti, nuovi servizi, nuovi brand o grossi cambiamenti in azienda. Si investe nello stand, si portano le macchine e i totem, si personalizzano le pareti con i messaggi che si vogliono comunicare, si portano i cataloghi nuovi e i nuovi kit di rappresentanza.
Si fa però poco, se non pochissimo, fuori dalla fiera, online: ad esempio, le aziende più strutturate si affidano, con dei pacchetti chiavi in mano, a testate, portali o community di settore (es. Tecniche Nuove per il Manifacturing, Quine per l’Automazione, Editrice Zeus per il Packaging) per comunicati stampa, video-interviste in fiera e newsletter pre e post.
Durante i giorni della fiera il team Marketing dovrebbe essere concentrato a creare e distribuire contenuti. Non i classici “Siamo allo stand XX, vienici a trovare”, ma trend di settore, presentazione di prodotto, contenuti e testimonianze dei clienti. Far funzionare la strategia di contenuto, che tu ti rivolga a persone che hai visto o vedrai in fiera o a persone che non vedrai, è essenziale questo genere di approccio
Un inciso, che calza a questo punto: valutate di ingaggiare un fotografo e/o un videomaker per delle riprese. Durante l’anno le necessità di comunicazione (corporate, commerciali e marketing) non finiscono mai, assicurarvi un pool di contenuti delle vostre persone e dei vostri clienti può essere una buona idea.
Tornando alla strategia di contenuti, i ganci comunicativi sono tanti:
E i contenuti che funzionano di più sono quelli che hanno una firma: contenuti pubblicati direttamente dai profili personali di executive e sales, video che riprendono il vostro AD con un cliente importante chiacchierare sul futuro del vostro settore, il Direttore dell’Ufficio Tecnico che presenta le ultime innovazioni di prodotto. LinkedIn è il canale perfetto per questo ed è sempre una buona idea non pensare la vostra azienda come un unico canale istituzionale ma come un’insieme di voci, ognuno con il proprio network e la propria rilevanza, che parlano la stessa lingua, che esprimono la stessa cultura e visione del mercato.
Volete essere l’ennesima azienda che pubblica 3 contenuti (primo, secondo e ultimo giorno di fiera), tutte con la stessa descrizione (“Passateci a trovare allo stand”) e con 3 foto identiche dello stand? Liberi di farlo, ma sappiate che è la strada meno efficace per comunicare in quel momento.
Ovviamente lasciamo a voi valutare i canali, in base al target (LinkedIn, Facebook, Instagram), ma la strategia, in fiera, deve essere contenutistica. Se non altro per amplificare la visibilità data dall’investimento.
Aggiungiamo, prima di passare ad un nuovo capitolo, che in fiera si può anche andare a prenderseli i clienti, non solo aspettarli in stand. La cosa utile delle fiere B2B, per aziende dove la rete commerciale ha una grossa importanza, è avere i propri potenziali clienti categorizzati in un unico posto. Sicuramente il modo migliore per questo genere di aziende è visitare gli stand ed, eventualmente, già creare una connessione tra i vertici. Per fiere che richiedono investimenti importanti (come per esempio, per manifacturing e automazione, MECSPE o SPS Parma), per aziende medie, è quasi sempre presente la prima linea decisionale.
Nella stragrande maggioranza dei casi, proprio perchè la fiera è vista come strumento di brand awareness, si tende a non misurare gli effetti prodotti. Come ad esempio, i lead generati, le persone passate in fiera di cui abbiamo (o dovremmo dovuto) acquisire domanda e canali di contatto. Più si reitera questo comportamento, più passano gli anni e non si sa davvero rispondere alla domanda “Quindi quest’anno facciamo la fiera?“. Perchè non si hanno elementi quantitativi per valutare investimento e risultati attesi.
Le aziende, quindi, hanno due strade:
Come da premessa, siamo d’accordo che le fiere B2B siano delle fiere che, all’aumentare del valore medio dei clienti, aumentano l’orizzonte di valutazione dell’investimento. Ma 3-4 metriche che è buona pratica valutare sono:
Queste metriche copriranno, verosimilmente, il 20-30% dell’investimento della vostra fiera, perchè il restante 70-80% dovrebbe essere considerato di awareness, reputazione con i vostri clienti e, in generale, in posizionamento di lungo termine. Se la vostra fiera vi costa 100.000 euro, il breve termine dovrebbe almeno generarvi, in opportunità di business, tra il 20 e il 30% di questo costo.
Andiamo, quindi, nell’ottica della misurazione, perchè vogliamo avere delle basi solide per scegliere ogni anno se fare la fiera o meno sulla base di ragionamenti di business, non sentimenti estemporanei.
Per tracciare le persone che vengono in stand, dobbiamo pensare ad un processo. E per pensare ad un processo, dobbiamo partire dalle persone. “Chi portiamo in fiera quest’anno? Tutti i commerciali, una persona del Marketing, il presidente, il CEO, tutta la prima linea e il customer service”.
Ogni anno assistiamo alla triste scena di booth 3×3 con 20 persone schierate davanti al desk. Risultato: si avvicina solo chi conosce il proprio commerciale di riferimento e, invece, tutto il nuovo continua a camminare guardando dritto. Magari la concorrenza, che invece ha uno stand snello ma presidiato dal giusto mix di persone.
Posto il fatto che chi è già cliente appena vede il proprio commerciale di riferimento, parliamo invece del flusso in cui dovrebbe entrare un lead.
In genere ci sono due situazioni possibili, anche in base al layout dello stand:
Sono due flussi distinti: il primo dovrebbe essere gestito da chi, in azienda, fa customer service. Chi ha esperienza ad interpretare le domande degli utenti e chi ha una buona conoscenza (di marketing e tecnica) di prodotti e servizi dell’azienda. Questo consente all’utente di avere già una prima conversazione a valore aggiunto, a cui sicuramente ne seguirà una seconda con un profilo più tecnico o più commerciale in base alla richiesta.
Il secondo flusso inizia già dal profilo commerciale, che idealmente dovrebbe essere sempre a disposizione per eventuali domande o richieste di approfondimento. Nella pratica è quasi impossibile, perchè i commerciali, in fiera, devono assolvere a diverse funzioni:
Se i commerciali della tua azienda non fanno questo, sicuramente stai perdendo una grossa fetta delle potenzialità delle fiere B2B.
Ritornando ai lead, il team commerciale dovrebbe avere l’obbligo di tracciare le opportunità di business, così come dovrebbe averlo per i propri già clienti. Gli step propedeutici:
Questo consente, a qualche ora dalla fiera, avere una reportistica importante su quanti lead:
Le cose più urgenti per il post-fiera sono i follow up dei commerciali ai propri lead e ai propri clienti.
L’ideale è che prima del follow up vero al lead non arrivino comunicazioni di massa (newsletter generiche). In alcuni casi può essere utile valutare l’inserimento dei lead in Welcome Sequence, una sequenza di mail in cui presentiamo al lead, che ancora ci conosce poco, storia, prodotti, servizi, persone e value proposition.
Alle persone del vostro database che non avete incontrato in fiera, invece, inviate comunque una mail di fine fiera, che chiaramente non li ringrazia per non essere passati in stand ma li porti a bordo:
Un’importante opportunità è rappresentata dalle ads geolocalizzate. Sia nei giorni di fiera che in quelli successivi, avete la possibilità di creare delle pubblicità e farle vedere a chi ha visitato un determinato posto. Quindi, se la fiera è a Bologna e voi mettete come distribuzione della vostra campagna l’indirizzo di Bologna Fiere, la vostra campagna, compatibilmente con il budget, verrà mostrata a chi ha visitato Bologna Fiere negli ultimi giorni. Questo è importante sia durante la fiera che per il post: spendete molto meno rispetto a mettere dei totem pubblicitari in fiera ed è molto più efficace perchè rimandate direttamente a vostre property.
Alcune strategie di acquisizione che puoi proporre in fiera:
Durante la fiera
Dopo la fiera
Misurazione
Iniziamo con una chiacchierata in cui ci racconti i tuoi obiettivi: se ci piacciamo, iniziamo a lavorare assieme.